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Lago Santo Modenese
Lago Santo Modenese

Origine

glaciale

Altitudine

1501 m

Superficie

68300 mq

Lunghezza massima

540 m

Larghezza massima

154 m

Perimetro

1425 m

Profondità massima

20,2 m

Regione

Emilia-Romagna

Provincia

Modena

Comune

Pievepelago

Il Lago Santo Modenese (così chiamato per distinguerlo dall'omonimo parmense), è un lago di origine glaciale posto nell'Appennino Tosco-Emiliano, in provincia di Modena. È uno dei più ampi laghi naturali dell'Appennino Tosco-Emiliano, superato solo dal Lago Santo Parmense e dal Lago Ballano.

Giace in una conca allungata ai piedi del dirupato versante nord-est del Monte Giovo (1991 m); questa conca è stata originata dal ghiacciaio che, durante l'ultima glaciazione, scendeva dalla suddetta montagna e percorreva la sottostante Valle delle Tagliole fino all'altezza di Pievepelago. Segno inequivocabile dell'azione glaciale è il lungo dosso morenico che sbarra il lago a valle.

Il lago non ha immissari visibili: le acque dei vari ruscelli che scendono dai selvaggi valloni del Monte Giovo si perdono nelle pietraie che caratterizzano la riva sud-occidentale del lago, per poi riaffiorare come sorgenti sublacustri o a pelo d'acqua. Una sorgente perenne è situata sul versante nord-occidentale della conca, ma come nei casi già detti, il ruscello viene inghiottito dal terreno prima di raggiungere il lago, e le acque vi arrivano per via sotterranea (eccetto che nei periodi di massima piena). L'emissario prende origine dall'estremità orientale del lago, e scende con una cascata ad alimentare il profondo Vallone delle Tagliole, tributario del Torrente Scoltenna.

Il lago è popolato da trote e carpe, ed è riserva di pesca: si può pescare solo con l'apposito permesso. Sono invece assenti popolamenti di piante palustri. I fondali sono in prevalenza fangosi sul versante nord-est, mentre sassosi sul lato sud-ovest, dove le pietraie del Monte Giovo si immergono nell'acqua.

Il Lago Santo Modenese è frequentatissimo da turisti ed escursionisti (che spesso lo usano come base di partenza per escursioni al vicino Lago Baccio o sulle vette dei monti Giovo e Rondinaio); per questo sulle sue rive sorgono ben quattro rifugi, di cui tre sono gestiti con servizio di alberghetto.

La valanga del 1969Modifica

Nel febbraio 1969 un'eccezionale nevicata provocò la caduta di un'enorme valanga di neve dal versante del Monte Giovo; la massa di neve e detriti, dal volume stimato di 70-80000 mc, precipitò sul lago rompendo la lastra di ghiaccio che lo ricopriva e provocando una grande ondata di piena, simile ad un "piccolo Vaiont". L'ondata travolse e distrusse completamente il Rifugio Landi, che per fortuna non ospitava nessuno; oggi il rifugio è stato ricostruito col nome di Rifugio Vittoria.

Vie d'accessoModifica

Per chi proviene dall'Emilia Romagna, da Modena si imbocca la SS12 dell'Abetone, che supera il Frignano e giunge a Pievepelago. Qui si prende la SS324, ma poco dopo si devia a sinistra lungo la stradina che risale il Vallone delle Tagliole fino al parcheggio del Lago Santo. Per chi proviene dalla Toscana, da Lucca si imbocca ugualmente la SS12, che prima segue il corso del Fiume Serchio, poi sale a destra al Passo dell'Abetone e scende a Pievepelago, da dove si prosegue come già illustrato prima.

Dal parcheggio (1450 m) si può salire lungo la stradetta sterrata chiusa al traffico oppure per un sentiero più diretto; in ogni caso, in una decina di minuti, si raggiunge il Lago Santo Modenese.

Collegamenti esterniModifica

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